[tratto da “E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor”]

 

L’autore ideale, quando spedisce un manoscritto, aspetta pazientemente rodendosi il fegato nella solitudine del proprio studio. Non bombarda la casa editrice di telefonate, email, raccomandate e messaggi.

L’autore ideale, se si vede rifiutare un romanzo, non lo ripropone dopo tre mesi.

L’autore ideale, se si vede rifiutare un romanzo, non fa causa alla casa editrice, ma prova con un’altra.

L’autore ideale propone un solo manoscritto alla volta.

L’autore ideale non si paragona ad altri scrittori, specie se sono morti e famosi.

L’autore ideale non scrive una sinossi più lunga del romanzo stesso.

L’autore ideale, quando il suo manoscritto viene accettato, offre da bere.

L’autore ideale ha una vita oltre al proprio romanzo: ha una famiglia, amici, un lavoro, degli hobby, interessi, distrazioni.

L’autore ideale sa che l’editor ha una vita oltre al suo romanzo: ha una famiglia, amici, un lavoro, degli hobby, interessi, distrazioni.

L’autore ideale santifica le feste. Non chiama a casa, e neanche sul cellulare, nei fine settimana e dopo le 18.

L’autore ideale non manda più di tre email al giorno.

L’autore ideale, se non riceve risposta a una email, non bersaglia l’editor di messaggi su canali alternativi, come fax, sms, Whatsapp, Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram.

L’autore ideale non mangia aglio prima di una lunga riunione.

L’autore ideale conosce e usa il deodorante, soprattutto prima di una riunione.

L’autore ideale non manda spezzoni di romanzo da integrare via sms.

L’autore ideale pensa che il suo romanzo sia bellissimo, ma non lo dice.

L’autore ideale non chiede: ti è piaciuto, eh? (in relazione al proprio romanzo)

L’autore ideale è cosciente dello sforzo dell’editor per rendere il suo romanzo il migliore possibile.

L’autore ideale accetta le modifiche dell’editor senza farlo diventare pazzo.

L’autore ideale accetta i tagli dell’editor senza prenderla come un insulto.

L’autore ideale mette intenzionalmente qualche errore nel proprio manoscritto per far sentire utile l’editor. Più di dieci errori a pagina non si possono ritenere intenzionali.

L’autore ideale perdona l’editor quando sbaglia.

L’autore ideale insulta l’editor solo nella sua mente.

L’autore ideale non nasconde il fatto di aver avuto un editor.

L’autore ideale si ricorda dell’editor anche quando il suo romanzo è finito.

L’autore ideale ringrazia, ringrazia moltissimo.

L’autore ideale non si mette in competizione con gli altri scrittoi della casa editrice.

L’autore ideale non parla male degli altri autori della casa editrice (e degli altri, più in generale).

L’autore ideale non fa troppe storie sulla copertina.

L’autore ideale non sembra molto più alto o più magro o più affascinante dell’editor nelle foto.

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