Molti aspiranti scrittori si trovano spesso a dover affrontare il confronto, non tanto con il pubblico che li legge, quanto con se stessi.

Sì, perché i giudici più rigidi e irremovibili sono proprio loro.

Oggi, quindi, vorrei condividere con voi alcuni consigli che Zadie Smith si è sentita in dovere di dare a tutti coloro che vorrebbero intraprendere questo percorso.

Innanzitutto, breve introduzione: chi è Zadie Smith?

Nata a Londra nel 1975, personalità poliedrica, abbraccia diverse prospettive artistiche: per esempio sperimenta il tip-tap, studia per diventare attrice di musical, cantante jazz e giornalista. Alla fine, però, la strada che prevale è quella della scrittura.

Coltiva questa passione anche durante gli anni scolastici: studia infatti letteratura inglese a Cambridge e, contemporaneamente, inizia a pubblicare i suoi primi racconti. Riceve addirittura il suo primo contratto, nonostante ancora non avesse scritto un romanzo, da un editore che individua in lei un potenziale non comune.

Il suo primo romanzo è Denti bianchi, pubblicato nel 2000 e diventato immediatamente un bestseller. Il critico letterario James Wood, facendo specificamente riferimento a Denti bianchi, coniò il termine realismo isterico. Successivamente Zadie pubblica un altro romanzo di successo, L’uomo autografo, apprezzato dal pubblico, ma meno dalla critica, che questa volta non spende commenti molto positivi.

Oltre a pubblicare libri e a dedicarsi alla scrittura, Zadie intraprende la carriera dell’insegnamento, facendo della sua passione materia di studio alla Columbia University School of the Arts a alla New York University.

Non resta altro dunque che affidarci ai consigli preziosi di questa donna, la quale è stata in grado di fare della sua passione la sua vita e il suo lavoro. I consigli sono stati rilasciati nel 2010 al Guardian, testata giornalistica inglese.

  • “Da ragazzo fai di tutto per leggere un sacco di libri. Dedica più tempo alla lettura che a qualsiasi altra cosa.”

Questo primo suggerimento non lascia spazio a dubbi: leggere, leggere, leggere. Perché leggere vuol dire apprendere, vuol dire conoscere, visitare posti sconosciuti e incontrare personaggi improbabili. Vuol dire arricchirsi e arricchire il proprio bagaglio, utile per sperimentare e allargare gli orizzonti della nostra scrittura.

  • “Da grande, prova a leggere i tuoi scritti come li leggerebbe un estraneo o, meglio ancora, come li leggerebbe un nemico.”

Essere severi con se stessi è solo un modo per prepararsi a quanto rigidi saranno gli altri. Avere sempre un occhio critico, esaminare il proprio lavoro, commentare e riflettere, correggere, migliorare. Chiunque può essere migliore di quanto era un momento prima, e mettersi in gioco, prima di tutto con se stessi, è il primo passo.

  • “Lascia un tempo sufficiente alla scrittura prima di revisionarla.”

Prendersi del tempo prima di rileggere. La mente deve essere fredda per comprendere quali sono stati i limiti della prima stesura, per provare a superarli, per avere una visione complessiva e completa dell’elaborato.

  • “Evita circoli, bande, gruppi. La presenza di un pubblico benevolo non ti rende uno scrittore migliore.”

Ecco ancora il giudizio critico, evitando quello flessibile di chi ci conosce, che non può far altro che farci sedimentare in noi stessi. Occorre andare oltre i nostri orizzonti, superandoci e superando i confini che ci circondano.

  • “Lavora su un computer disconnesso da Internet.”

Un’ammonizione non tanto rivolta a Internet, quanto alle distrazioni in generale. Una mente concentrata rende molto di più di un cervello che vaga, saltando da uno stimolo all’altro, togliendo energie al nostro processo creativo.

  • “Non confondere gli onori con i risultati.”

Perché ottenere un grande pubblico di lettori non sempre, purtroppo, vuol dire aver fatto un buon lavoro. Le regole del mercato sono infide, i testi migliori non sono quelli che, per forza di cose, vengono premiati da risultati tangibili come il numero delle copie vendute.

  • “Strappa il velo di qualunque verità. Di’ la verità, attraverso qualsiasi velo tu abbia a portata di mano – ma di’ la verità.”

Una scrittura senza specchi, senza vetri opachi che sfocano la visuale. Andare dritti al punto, la verità deve emergere, senza titubanza, deve aprirsi e mostrarsi a chi legge. Lo scrittore non può mentire, il pubblico lo capirebbe immediatamente.

  • “Rassegnati alla malinconia che viene dall’essere perennemente insoddisfatti.”

Chi vuole raggiungere i migliori risultati, la perfezione, deve arrendersi ad una serie di sconfitte: potrà essere un lavoro impostato, ben limato, studiato, pieno di riflessioni alla base, spunti e passi profondi, impeccabilmente scritto, avere una trama avvincente e quant’altro… ma ci sarà sempre qualcosa che “poteva essere fatto meglio”. E sarete proprio voi a dirlo.

  • “Proteggi il tempo e lo spazio nei quali scrivi. Tieni lontano tutti, anche le persone che sono le più importanti per te.”

Questo consiglio apre una riflessione in merito alla solitudine di questa attività: la scrittura è individuale, la scrittura siamo noi, noi che ci apriamo a noi stessi, imprimendo su una pagina bianca una parte di ciò che ci rappresenta. Niente e nessuno può toglierci questo privilegio, questo momento in cui riusciamo a dedicarci interamente a ciò che siamo.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata