George Gordon Noel Byron, conosciuto ai più come Lord Byron, viene considerato uno dei poeti romantici per eccellenza, insieme agli amici e compagni d’avventura Percy Shelley e John Keats.

Byron nasce da un’importante famiglia di origini normanne nel 1788; il padre però, afflitto dai debiti, ben presto lasciò la famiglia e si tolse la vita. Solo alla morte di uno zio Byron eredita non solo il titolo di Lord, ma anche ingenti ricchezze che gli permettono di intraprendere gli studi, dapprima ad Harrow, successivamente a Cambridge, dove si appassiona alla poesia, pubblicando la sua primissima opera intitolata “Fugitive Pieces”.

Dopo molteplici viaggi, nel 1811 Byron ritorna in Inghilterra, dove continua a dedicarsi alla scrittura, pubblicando il primo vero successo, “Childe Harold’s Pilgrimage”, dove vengono narrati i luoghi e le avventure dei mesi precedenti; il pubblico apprezza notevolmente il personaggio alter-ego del poeta, il giovane Aroldo, che incarna la figura del dandy inglese.

Il trascorrere delle ere cambia tutte le cose – tempo, lingua, la terra, i confini dei mari, le stelle nel cielo, ed ogni cosa riguardante, o sopra od attorno o sotto l’uomo, eccetto la natura dell’uomo stesso.

La sua vita privata risulta essere sempre più obiettivo di aspre critiche da parte della società, che lo accusa di ambiguità morale, tanto da doversi dimettere dalla camera dei Lord; gli scandali lo porteranno addirittura a lasciare per sempre l’Inghilterra, stabilendosi a Ginevra, dove conosce la sua futura moglie e l’amico Percy Shelley; il periodo è una fonte preziosa di ispirazione per tutti loro.

E i sogni nel loro sviluppo hanno respiro, E lacrime e tormenti, e il tocco della gioia;

Essi hanno un peso sui nostri pensieri da svegli.

Essi tolgono un peso dalle nostre fatiche da svegli. Essi dividono il nostro essere.

Gli ultimi anni della sua vita sono segnati da alcune perdite drammatiche, tra le quali ricordiamo quella della figlia Allegra.

L’odio è il piacere più duraturo; gli uomini amano in fretta, ma odiano con calma.

L’ultimo suo viaggio lo portò in Grecia, dove morirà nel 1824.

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