Bilbo Baggins è proprio un hobbit fortunato: una bella caverna, comoda e accogliente, lo protegge dal resto del mondo, le dispense piene di miele e focacce sono sempre a disposizione del suo umore, la vita scorre tranquilla senza particolari turbolenze.

È probabile che Bilbo, sebbene fosse e si comportasse esattamente come una seconda edizione del suo solido e tranquillo padre, avesse ereditato dalla parte dei Tuc qualcosa di strano nella sua formazione, qualcosa che aspettava solo l’occasione per venire alla luce. L’occasione arrivò solo dopo che Bilbo fu cresciuto, quando aveva circa cinquant’anni e viveva nella bella casa di suo padre.

 

Un bel giorno un vecchio con un bastone, un lungo mantello grigio, un cappello blu a punta e una barba argentea, un mago di nome Gandalf, non arriva in casa sua portando scompiglio e tredici nani chiassosi e affamati. Inizia qui la prima avventura dello hobbit Bilbo.

Il viaggio comincia, la compagnia si mette in marcia verso la vendetta e la riconquista dello straordinario tesoro rubato tanti anni prima al popolo dei nani da un malvagio drago di nome Smog. Tra pericoli di ogni tipo, ecco i valorosi compagni pronti a salvarsi l’un con l’altro pur di tornare agli antichi splendori.

Sembrò che il buio uscisse fuori come un vapore dall’apertura sul fianco della Montagna: un’oscurità profonda in cui non si poteva vedere nulla si parò davanti ai loro occhi, una bocca sbadigliante che conduceva all’interno e in profondità.

Le montagne li separano dalle loro terre, e tra il paesaggio minaccioso si celano altrettanti guai: tra stupidi uomini neri e orchi assetati di sangue, lupi mannari aggressivi e ragni carnivori, elfi ostili e foreste incantate, la compagnia lentamente si avvicina all’arrivo.

Poi, scappando dagli orchi violenti, Bilbo trova un tesoro più prezioso di qualunque altro: un magico anello, rubato a suon di indovinelli alla creatura viscida e malvagia di nome Gollum nelle profondità delle montagne, che rende invisibile chiunque lo indossi.

Non solo nemici però sul cammino: arrivano in aiuto alla compagnia valorosa aquile maestose e un uomo dotato di poteri straordinari, Beorn. E poi, alla fine, ecco che arrivano davanti alla porta dell’antico palazzo appartenuto al popolo dei nani. Con un po’ d’astuzia, lo scassinatore Bilbo riesce ad aprirla, ma ecco che il pericolo più grande li attende oltre essa: il terribile drago Smog.

A questo punto Bilbo si fermò. E andare oltre fu la cosa più coraggiosa che avesse mai fatto. Le cose tremende che accaddero in seguito furono niente al confronto: egli combatté la vera battaglia da solo in quel tunnel, prima ancora di vedere l’enorme pericolo che giaceva in attesa.

 

Un viaggio entusiasmante tra le terre selvagge attende il lettore impavido che intraprende la lettura di “Lo Hobbit”, il capolavoro letterario uscito dalla penna di Tolkien.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata