COME SCRIVERE CON STILE

[Leggi qui la prima parte]

 

5 – SII TE STESSO

“Sii te stesso: il più naturale stile di scrittura che si possa avere è quello più legato al modo di parlare che echeggia ciò che ascoltavi da bambino. Tutte queste varietà di parlato sono meravigliose, così come lo sono le varietà di farfalle. Non importa quale sia la tua prima lingua, ma dovrai sempre farne tesoro per il resto della tua vita. Ho scoperto che mi sento sicuro dei miei propri scritti e che anche gli altri sembrano essere più fiduciosi circa i miei scritti, quando le mie parole suonano come una persona di Indianapolis, che in fin dei conti è ciò che sono. Che altre alternative ho?”

Snaturarsi vuol dire non scrivere più bene. E’ fisiologico.

Allontanarsi da ciò che siamo non farà altro che complicare la nostra scrittura, rendendo la lettura meno convincente.

 

6 – TAGLIA!

“Può darsi che anche voi siate capaci di fare collane per Cleopatra, per così dire. Ma la vostra eloquenza dovrebbe essere al servizio delle idee che avete in testa. La vostra regola dovrebbe essere questa: se una frase, per quanto eccellente, non delucida ulteriormente e in modo proficuo il vostro argomento, eliminatela.”

Manie di lungaggine? No grazie!

Piuttosto che abbondare di concetti ridondanti, frasi stereotipate, parole senza senso e di vuota retorica, meglio accorciare il testo, eliminando tutto ciò che c’è di superfluo.

I lettori si stancano, l’attenzione cala e il libro si chiude.

Infiniti altri romanzi aspettano di essere letti, quindi è importante non annoiare chi ha scelto proprio il nostro.

7 – SCRIVI QUELLO CHE VUOI DIRE

“Un tempo ero esasperato da quegli insegnanti, ma ora non lo sono più. Capisco adesso che tutti quei racconti e quei saggi di autori classici con cui era chiamato a paragonare il mio lavoro non erano magnifici perché antiquati e lontani, ma perché esprimevano esattamente quello che i loro autori volevano dire. I miei insegnanti volevano che io scrivessi con cura, scegliendo sempre le parole più efficaci, e collegandole l’una con l’altra senza ambiguità, rigidamente, come le parti di una macchina. Desideravano che diventassi comprensibile – e quindi compreso. Se avessi infranto tutte le regole di punteggiatura, se avessi fatto in modo che le parole significassero qualunque cosa volevo che significassero, e le avessi affastellate insieme, semplicemente non sarei stato compreso. Pertanto, se avete qualcosa che valga la pena di essere detto e desiderate essere capiti, fareste meglio anche voi a evitare uno stile di scrittura jazzistico o alla Picasso.

I lettori vogliono che le nostre pagine assomiglino il più possibile alle pagine che hanno già visto. Perché? Perché anche loro hanno un lavoro duro da fare, e hanno bisogno di tutto l’aiuto che possono ricevere da parte nostra.”

Se dovete scrivere, scrivete quello che avete in mente.

Non riportate i pensieri di un altro, i concetti in disuso, le parole senza significato.

Scrivete ciò che per voi conta, ma fatelo bene.

I lettori vogliono davvero capire.

8 – UN ULTIMO CONSIGLIO

“Raccomando alla vostra attenzione The Elements of Style, di William Strunk, Jr. e E. B. White. White è uno dei più ammirevoli stilisti letterari che questo Paese abbia prodotto sinora.

Dovreste comprendere, inoltre, che a nessuno importerebbe che lo stesso Mr. White si esprimesse bene o male, se questo non avesse cose assolutamente incantevoli da dirci.”

Così Vonnegut chiude le sue indicazioni dedicate a tutti gli aspiranti scrittori.

Ciò che conta, dunque, è uno stile pulito e semplice, ma solo quando esso accompagna un contenuto profondo e originale.

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