Pedro Salinas è un poeta spagnolo annoverato tra i poeti-professori.

Salinas nasce a Madrid nel 1891, dove passa la prima parte della sua vita, portando avanti gli studi; intrapreso il percorso di giurisprudenza, ben presto se ne allontana per abbracciare quella che sarà la sua vera vocazione, la letteratura; si laurea infatti alla facoltà di lettere.

Nel frattempo si dedica alla sua prima antologia, in collaborazione con l’amico Díez-Canedo, nella quale raccolgono alcune poesie francesi. Successivamente intraprende la carriera di insegnante, guadagnando la cattedra alla Sorbona di Parigi.

 

Non si vede nulla, non si sente nulla.

Superflui gli occhi e le labbra, in questo mondo tuo.

Per sentire te non valgono i sensi consueti,

che si usano con gli altri.

Bisogna attenderne di nuovi.

Si cammina al tuo fianco sordamente, al buio,

inciampando nei forse, nelle attese;

sprofondando verso l’alto con gran peso di ali.

Tornato in patria, ottiene il posto come insegnante di letteratura spagnola a Siviglia; qui inizia perfino a collaborare con diverse riviste locali, per le quali pubblica anche le sue prime poesie, oltre a scrivere saggi di letteratura. I temi principalmente affrontati da Salinas sono le cose che vengono negate dalla realtà. Uno degli argomenti cari al poeta è quello dell’amore e della lontananza della persona amata.

Muore solo un Amore

che smette

di essere sognato.

La sua prima opera narrativa è “Vispera del gozo”, seguita da molteplici raccolte poetiche, come “Fábula y signo”, “Amor en vilo” e “Razon de amor”. Allo scoppio della guerra civile, si recò come volontario negli Stati Uniti, dove continuò ad insegnare in diverse università, in particolare a Baltimora.

Paura. Di te. Amarti è il rischio più alto.

Nell’ultimo periodo, alle poesie si affiancano le opere teatrali, dove i temi principali sono quelli del quotidiano, e i romanzi, che trattano gli aspetti della vita di quel periodo.

La morte lo raggiunge a Boston nel 1951.

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