Recensione di Elena Pane

Per tutti gli amanti del genere thriller, e in particolare del thriller psicologico, ecco un libro che vi lascerà col fiato sospeso fino alla fine.

 

Presto inizierò il conto alla rovescia…

Entrerai in casa. La vedrai.

E non avrai paura.

Ascolta solo la mia voce e nient’altro.

 

Erik Bark, l’ipnotista più famoso di Svezia, si trova alle prese con un caso tanto delicato quanto urgente da risolvere: Björn è testimone chiave del massacro della moglie, ma completamente sotto shock da non riuscire a ricordare nulla; ecco che la capacità di Erik di entrare nella mente altrui, scavando nei ricordi più profondi e inaccessibili, potrebbe aiutare a fermare il serial killer che minaccia Stoccolma.

 

L’odio è più forte della volontà di uccidere.

 

Ogni omicidio viene preceduto da un filmato che ritrae le vittime pochi minuti prima di essere aggredite: tutte donne, tutte collegate da un filo rosso che potrebbe far scoprire chi si cela dietro gli omicidi. E man mano che le pagine scorrono, la suspense aumenta, fino a quando il cerchio delle vittime si restringe sempre più attorno ad Erik.

 

 

 

I misteri esistono soltanto finché non si elimina l’impossibile.

 

Una corsa contro il tempo per fermare un individuo spietato che, senza rimorsi, non solo uccide, ma si accanisce sui volti e sui corpi di quelle donne, rubando poi oggetti, dettagli, appartenuti a quelle stesse vittime, collezionando i premi dei massacri efferati.

 

Si dice che al buio più profondo segue sempre la luce.

 

E quando tutto sembra perduto, ecco che il poliziotto Joona Linna, collega fedele scomparso da oltre un anno, torna sulla scena per aiutare Erik, diventato ormai bersaglio di tutte le accuse che lo incolpano degli omicidi. Senza potersi fidare di nessuno, ecco che l’ipnotista piomba nel vortice oscuro della sua stessa mente, incapace di trovare appigli, proprio quando il serial killer decide che è arrivato il momento di occuparsi della sua vera vittima: Erik.

 

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