Aleksandr Sergeevič Puškin è stato un poeta, scrittore e drammaturgo russo, personalità di spicco del romanticismo russo, considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea.

 

Tutto è a me sottomesso, io a niente; io sono al disopra di ogni desiderio; sono tranquillo; conosco la mia potenza: mi basta di averne coscienza…

 

Puškin nasce a Mosca nel 1799; poiché i genitori erano impegnati con la propria vita mondana, riceve la prima educazione dalla nonna materna, dallo zio materno Vasilij e dalla balia Arina Rodionovna. Conosce personalità intellettuali e viene a contatto con la letteratura russa e francese ancor prima di iniziare a frequentare il Liceo imperiale di Carskoe Selo.

 

Chi ha vissuto e pensato, questi non può nella sua anima non disprezzare gli uomini.

 

È in questi anni che inizia a comporre i suoi primi versi, pubblicati sul “Messaggero d’Europa” e, ancora giovanissimo, entra a far parte della società letteraria dell’Arzamas. Terminati gli studi, Puškin inizia a lavorare per il Ministero degli Esteri, senza tuttavia abbandonare l’attività letteraria: lavora infatti al poema epico “Ruslan e Ljudmila”, pubblicato nel 1822.

 

Nel mondo non c’è beatitudine durevole: né la stirpe illustre né la bellezza, né la forza né la ricchezza, nulla può evitare la sventura.

 

L’anno successivo viene trasferito a Odessa per lavorare per il principe Voroncov; qui Puškin entra a far parte della Massoneria, ma, a causa della corte nei confronti della moglie del principe, quest’ultimo decise di vendicarsi e accusò lo scrittore di attività sovversiva; inizia pertanto l’esilio a Pskov, dove rimase fino a quando lo zar Nicola I, nel 1826, annullò il provvedimento.

 

Da lontano ci allettano la gloria, il lusso, e l’amore scaltro delle donne. Io son vissuto a lungo e di molto ho goduto; ma solo da quando il Signore mi portò nel monastero conosco la beatitudine.

 

In tutto questo periodo non mette mai dai parte le sue opere: scrive il poema drammatico “Boris Godunov” e numerosi versi; fondata una sua rivista, in essa farà apparire alcuni racconti di Gogol’, col quale aveva instaurato una profonda amicizia.

 

Gli uomini giudicheranno le tue parole, le tue azioni; le tue intenzioni le vede solo Dio.

 

Vengono poi pubblicati “Evgenij Onegin”, “La dama di picche” e un antologia di poemi e racconti.

Nel 1837, ricevuta una lettera anonima che insinuava l’infedeltà della moglie, accusa il barone van Heeckeren, presunto amante della donna; viene dunque organizzato un duello, a seguito del quale Puškin, ferito mortalmente, perde la vita due giorni dopo.

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