Ma mi assale il tempo. Non qui, non ora

in quest’alba calma fra queste colonne.

Non qui, non ora, in questo silenzio vivo, fra le voci

in cui sono nata. Abbiamo un appuntamento, tempo,

ma non qui, non ora, in questa perfezione

che lenta scompare.

E tu ti torci nella pietra lassù, cavallo,

occhio grande, spaventato. Calmati, sei perfetto così.

Vuoi tornare alla sua mano, tu.

Non è qui Fidia, con gli scalpellini morti di Meduno

lui ora cena.

Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.

Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura

del passare

pronta mi fai a partire dove non arriverò.

Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch’io

nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso

di antichissime cicale che grideranno

ancora insieme qui, solo loro…

Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio

che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano

di risalire per le giovani linfe che spargemmo

nella tua dura luce, nostro umano passare.

 

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