Oggi, in Italia, esistono milioni di emergenti che si proclamano scrittori e che, tentativo dopo tentativo, provano a pubblicare la loro opera.

Probabilmente il numero degli autori non è mai stato così elevato. Una volta era facoltà di pochi, e non era nemmeno così onorevole essere artisti (a seconda delle epoche); certo, in alcuni periodi storici era probabilmente l’attività migliore per vivere, ma solo se eri in grado di trovare qualche mecenate in grado di apprezzare la tua opera.

E allora mi chiedo: perché è così importante scrivere? Cosa c’è di così speciale in questa attività?

“Scrivo perché amo scrivere, e credo che mi renda un uomo migliore.”

Innanzitutto occorre dividere gli scrittori per passione dagli scrittori per lavoro: diversi saranno gli obiettivi, il pubblico a cui si rivolgono, ma anche stile e linguaggio si dovranno adattare al contesto in cui operano. E differente sarà anche la forza che imprimeranno alle parole, vario sarà il sapore delle frasi, mai uguale il risultato a cui arriveranno.

“Scrivere è un atto di fede.” (Elio Vittorini)

 

Qualunque sia il motivo per cui lo facciamo.

VARI MOTIVI, UN UNICO DESIDERIO

C’è chi scrive per narrare. Persone che proprio non riescono a rinunciare a quella incontrollabile voglia di dare alle cose la loro direzione; persone spinte dal desiderio irrefrenabile di dire “accadde questo”; persone il cui unico scopo è quello di illustrare nuovi mondi, personaggi più o meno fantastici ed eventi eccezionali.

C’è chi scrive per far vivere le emozioni. Gioie e tristezze, l’angoscia della vita o un salto nel vuoto, il terrore e la disperazione, l’amore… Tutto questo rappresenta una finestra sul mondo, uno specchio dal quale filtrare la quotidianità ed ampliare i sentimenti.

C’è chi scrive per riflettere. Analizzare gli eventi in modo analitico e preciso, trovarne la ragione, scoprire possibili soluzioni, comprendere dove il percorso potrebbe condurci. Mettere per iscritto i nostri pensieri può aiutare a focalizzarci su quelli che ci turbano particolarmente; il filo logico viene pian piano ricostruito, fino a trovarne il capo, srotolare la matassa ingarbugliata e formarne nuovamente il gomitolo.

C’è chi scrive per diffondere la verità. La propria verità, il proprio personalissimo senso delle cose, per trovare chi ci comprende e condivide lo stesso punto di vista.

 

“Scrivo perché credo in una verità da dire; e se torno a scrivere non è perché mi accorga di altre verità che si possono aggiungere, e dire in più, dire inoltre, ma perché qualcosa che continua a mutare nella verità mi sembra esigere che non si smetta mai di ricominciare a dirla. (Elio Vittorini)

C’è chi scrive per stimolare idee e creatività. In fondo si sa che vagare con la propria fantasia è il modo migliore per pensare a soluzioni innovative non previste. Una mente creativa è una mente più produttiva, più attenta ai problemi, ma soprattutto in grado di captare con più facilità nuovi modi per risolvere le situazioni.

Esiste infine un desiderio che accomuna tutti coloro che scrivono, per professione o per pure piacere personale: attraverso la scrittura, infatti, lasciamo una traccia di noi, del nostro passaggio, nel mondo.

“Scrivere vuol dire imprimere un segno, è come se dicessimo <noi ci siamo>, implica il far sentire la nostra voce a chi ci circonda, a chi ci seguirà.” (L. Serianni)

Un’attività fondamentale della natura umana dunque.

Basti pensare che i popoli antichi, senza le competenze di scrittura, trovarono comunque i modi e gli strumenti per lasciare questo segno di cui ci parla Serianni.

E, non so voi, ma io quando scrivo (precisando che lo faccio per passione, senza scadenze da rispettare) lo faccio perché sento questa urgenza di riempire il foglio con quello che ho in testa, di sfogare le emozioni che altrimenti mi lascerebbero esanime se solo non potessi travasarle, ho il bisogno vitale di imprimere i ricordi e le ossessioni e le fantasie su un pezzo di carta, sento la necessità di esprimere quei pensieri che compongono la vita.

Senza la scrittura il mondo prevarrebbe, e io soffocherei.

Io scrivo per vivere.

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