Vorrei aver immerso le mie mani di carne

Nei fiori tondeggianti pieni di api,

nello specchiante cuore di fiamma

della luce vitale, un sole d’estasi.

A che servono petali o antere

O le aureole? Larve, illusioni

Del cuore profondo, la fiamma centrale!

Tutto è tuo, o giovane che passi;

entra nella sala del banchetto pensandoci;

non sgattaiolarci come preso dal dubbio

se tu sia il benvenuto – il festino è per te!

 

E non prendere solo un poco, rifiutando il resto

Con un timido “grazie” quando sei affamato.

E’ viva la tua anima? Allora, che possa nutrirsi!

Non lasciare balconi che tu non abbia scalato;

né seni nivei che tu non abbia premuto;

né teste d’oro di cui dividere il guanciale;

né coppe di vino, quando il vino sia dolce;

né delizie del corpo o dell’anima.

Tu morrai, non c’è dubbio, ma morrai vivendo

In profondità azzurre, rapito e accoppiato,

baciando l’ape regina, la Vita!

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