[tratto da “Va’ dove ti porta il cuore”]

 

Chissà perché le verità elementari sono le più difficili da comprendere? Se io avessi capito allora che la prima qualità dell’amore è la forza, gli eventi probabilmente si sarebbero svolti in modo diverso. Ma per essere forti bisogna amare se stessi; per amare se stesso bisogna conoscersi in profondità, sapere tutto di sé, anche le cose più nascoste, le più difficili da accettare.

Come si fa a compiere un processo del genere mentre la vita con il suo rumore ti trascina avanti? Lo può fare fin dall’inizio soltanto chi è toccato da doti straordinarie. Ai comuni mortali, alle persone come me, come tua madre, non resta altro che il destino dei rami e delle bottiglie di plastica. Qualcuno – o il vento – a un tratto ti butta nel corso di un fiume, grazie alla materia di cui sei fatto invece di andare a fondo galleggi; già questo ti sembra una vittoria e così, subito, cominci a correre;

scivoli svelto nella direzione in cui ti porta la corrente; ogni tanto, per un nodo di radici o qualche sasso, sei costretto ad una sosta; stai lì per un po’ sbatacchiato dall’acqua, poi l’acqua sale e ti liberi, vai ancora avanti; quando il corso è tranquillo stai sopra, quando ci sono le rapide vieni sommerso; non sai dove stai andando né mai te lo sei chiesto; nei tratti più quieti hai modo di vedere il paesaggio, gli argini, i cespugli: più che i dettagli, vedi le forme, il tipo di colore, vai troppo svelto per vedere altro; poi con il tempo e i chilometri, gli argini si abbassano, il fiume si allarga, ha ancora i bordi ma per poco. “Dove sto andando?” ti domandi allora e in quell’istante davanti a te si apre il mare.

Gran parte della mia vita è stata così. Più che nuotare ho annaspato. Con gesti insicuri e confusi, senza eleganza né gioia, sono riuscita soltanto a tenermi a galla. Ti ricordi quando ti insegnavo a cucinare le crepes? Quando le fai saltare in aria, ti dicevo, devi pensare a tutto tranne al fatto che devono ricadere dritte nella padella. Se ti concentri sul volo puoi stare certa che cadranno accartocciate, oppure si spiaccicheranno direttamente sul fornello. È buffo, ma è proprio la distrazione che fa giungere al centro delle cose, al loro cuore.

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